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Gambero Rosso, il Reale di Niko Romito conquista la Guida dei Ristoranti d’Italia 2027

Silvia Marzialetti

L’Osteria dei Maltagliati di Torano Nuovo (Te), di Maicol Capriotti e Federica Brandimarte è il Ristorante dell’anno

Il Reale di Castel di Sangro (AQ) conquista il vertice della Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso con 99/100, seguito dall’Osteria Francescana di Modena a 98/100 e da Piazza Duomo ad Alba (CN) a 97/100.

È ancora l’Abruzzo a esprimere il Ristorante dell’anno: il riconoscimento va all’Osteria dei Maltagliati di Torano Nuovo (TE), il progetto di Maicol Capriotti e Federica Brandimarte che, dopo le esperienze nell’alta ristorazione, hanno scelto un piccolo borgo per costruire un’offerta fondata sulla brace, sui grandi tagli e sul vino, affiancando alla tavola anche l’ospitalità.

E abruzzesi sono anche lo chef emergente: Genya Malafronte, di Legami (Morro D’Oro, Te) e la Novità dell’anno, Sextantio – Cucina, a Santo Stefano di Sessanio (AQ), borgo abruzzese in abbandono trasformato in un progetto di recupero e turismo sostenibile da Daniele Kihlgren, scomparso di recente.

Sono 56 i ristoranti premiati con le Tre Forchette. Alle spalle dei primi tre, Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico (BZ) e Uliassi a Senigallia (AN) raggiungono 96/100, seguiti da Le Calandre a Rubano (PD) con 95/100. Le migliori trattorie sono rappresentate dai 61 Tre Gamberi, mentre 21 locali ricevono le Tre Bottiglie, a testimonianza dell’attenzione riservata ai luoghi in cui la selezione del vino è parte centrale dell’esperienza.

«Nell’anno in cui il Gambero Rosso festeggia i quarant’anni, la domanda da cui siamo partiti è semplice: in quali ristoranti vorremmo tornare domani?», commenta Lorenzo Ruggeri, direttore responsabile del Gambero Rosso. «Un criterio che attraversa il lavoro di oltre cento professionisti, coordinati dalle curatrici Valentina Marino e Annalisa Zordan, e che mette al centro il gusto, l’accoglienza e la piacevolezza complessiva dell’esperienza».

La novità più evidente riguarda il sistema di valutazione. I simboli di riferimento diventano tre: Forchette per i ristoranti, Gamberi per le trattorie e Bottiglie per i luoghi del vino. Bistrot e cucine internazionali vengono riclassificati in base all’offerta, mentre per i ristoranti scompare il punteggio scorporato: resta il voto complessivo in centesimi, che prende in esame cucina, cantina e servizio. Una scelta che valorizza l’identità di ogni locale e restituisce al lettore un giudizio sull’esperienza nel suo insieme.

«Abbiamo voluto una guida più immediata da leggere, capace di seguire l’evoluzione dei locali senza costringerli in categorie troppo rigide. I simboli cambiano, ma l’attenzione rimane sulle materie prime, sull’ospitalità, sulla cucina e sul vino. Ci interessa aiutare il lettore a scegliere il posto giusto per il tipo di esperienza che cerca: un Tre Gamberi e un Tre Forchette esprimono la stessa eccellenza, ciascuno nel proprio linguaggio» commentano le curatrici Valentina Marino e Annalisa Zordan.

I Premi Speciali raccontano le diverse direzioni della ristorazione contemporanea.

Cascina Lago Scuro, a Stagno Lombardo (CR), riceve il premio Cucina e territorio; a daGorini, a San Piero in Bagno (FC), va quello per il Menu degustazione dell’anno e a Somnium, a Eboli (SA), il premio Ricerca e innovazione.

Sono tre le professioniste premiate come Pastry chef dell’anno: Ambra Campodonico del Ristorante Sentiero all’Elba, Rosita Mammone di Uliassi a Senigallia e Martina Tramis di Lilith a San Cesario di Lecce (LE).

Il premio Miglior ospitalità va a Michela Scarello di Agli Amici dal 1887, a Udine; Luca Belleggia del Pagliaccio di Roma è il Miglior sommelier. Al Ristorante Del Lago di Bagno di Romagna (FC) il riconoscimento per la Miglior carta dei vini, a Hebbo di Dobbiaco quello per la Miglior mescita.

La guida rende inoltre omaggio a Dal Pescatore Santini, Enoteca Pinchiorri e Don Alfonso 1890, Tre Forchette fin dalla prima edizione del 1990. Accanto ai riconoscimenti per il rapporto qualità prezzo, le avanguardie e le migliori cucine del mondo, compare la selezione “Ci tornerei domani”, che riprende il filo conduttore dell’edizione.

Il percorso prosegue anche sul digitale: i contenuti della guida diventano interrogabili, geolocalizzati e indicizzati sui motori di ricerca, raccogliendo la sfida dell’intelligenza artificiale.



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