Imprese
Roma Bar Show: continua la corsa dei consumi degli alcolici a bassa gradazione
Ernesto Diffidenti
Il mercato no e low alcol è cresciuto del 15% negli ultimi tre anni confermando il cambiamento delle abitudini di consumo sempre più orientate a qualità e salute
Nuove tendenze di consumo, una domanda interna debole, tensioni geopolitiche e commerciali che continuano a generare incertezza sui mercati internazionali. È questo lo scenario in cui gli spirits made in Italy si trovano a competere confermando una forte vocazione internazionale con un export che nel 2025 ha raggiunto 1,7 miliardi di euro, (+33,7% rispetto al 2019, - 5% rispetto al 2024) ma anche una flessione dei consumi interni (-10% rispetto al 2019). I liquori, secondo i dati Nomisma e Osservatorio Distillati di Format Research presentati nell’ultima assemblea di Assodistil, sono la categoria più importante del mercato nazionale con il 52% dei consumi complessivi, seguiti da rum (11%), grappa (10%), vodka (8%) e gin (7%).
Ma la riduzione dei volumi non significa che scenda l’interesse verso il comparto. Gli italiani continuano a consumare spirits, ma in modo diverso rispetto al passato. Si consolida, per esempio, il paradigma del “better, not more” e cresce l’interesse a consumare o provare spirits low alcohol, segnale di un mercato in continua evoluzione.
«Il No & Low Alcohol è oggi una delle trasformazioni più interessanti della bar industry – spiega Andrea Fofi, ceo di Roma Bar Show –. Non parliamo più di una nicchia, ma di un segmento in forte crescita che riflette un cambiamento nelle abitudini di consumo, sempre più orientate a qualità, benessere e consumo consapevole». In Italia le vendite di prodotti No & Low sono cresciute di quasi il 15% negli ultimi tre anni, mentre a livello internazionale il comparto continua a registrare tassi di sviluppo superiori a quelli delle categorie tradizionali.
«È un’evoluzione che coinvolge l’intera filiera – continua Fofi – e che apre nuove opportunità per aziende, locali e professionisti. Per questo Roma Bar Show ha scelto di dedicare a questo tema uno spazio specifico: non per seguire una tendenza, ma per raccontare il futuro del mercato». L’edizione 2026 del Roma Bar Show – il 14 e il 15 settembre negli spazi de La Nuvola – segna un nuovo capitolo nella crescita della manifestazione, sempre più internazionale e orientata allo sviluppo del settore.
«Il legame che è nato con Fiere di Parma ha consentito e consentirà di portare nuova linfa vitale a un settore da cui ci si attende una solida crescita soprattutto off trade e a livello internazionale – continua Fofi –. Roma ha un ruolo centrale nell’asset del business e La Nuvola rappresenta il contesto ideale per consolidare la manifestazione come piattaforma innovativa, globale e versatile, partendo dall’Italia e puntando alla leadership europea».
E proprio in merito al posizionamento internazionale – che vede coinvolta anche Ice – Agenzia con un Buyers Program dedicato sono significative le parole del vice-presidente di Rbs, Riccardo Caravita: «L’esperienza di Fiere di Parma in ambito internazionale e nel comparto food convoglierà progressivamente su Roma diversi operatori internazionali, per offrire al mercato nuove opportunità di business. Così come il knowhow acquisito nel comparto alimentare, che ci vede il leader in Italia, andrà a favorire sempre più anche un approccio di pairing tra il food e il beverage».
Con la manifestazione tornano anche i Roma Bar Show Awards, il riconoscimento dedicato alla bar industry italiana, giunto alla quarta edizione, nonché la nuova Business Room: uno spazio formativo e un percorso rivolto a bartender, bar owner e professionisti con seminari dedicati a leadership, management, gestione economica, sviluppo di format e brand, analisi dei dati e nuove opportunità di carriera, dalla produzione alla distribuzione. Insomma, due giornate in cui business, formazione e networking si incontrano per raccontare l’evoluzione del beverage e dell’ospitalità contemporanea. «Roma Bar Show è nato per creare connessioni tra persone, idee e mercati – conclude Fofi –. Siamo da sempre convinti che la crescita della bar industry passi dalla capacità di fare rete, condividere competenze e aprirsi a nuove opportunità internazionali».
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