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Assobirra: una minimanovra fiscale per rilanciare il comparto made in Italy
G.d.O.
Taglio dell'accisa e credito di imposta agli operatori dell'horeca per far ripartire un settore che genera ricchezza per circa 9 miliardi di euro. Aperture dal presidete della Commissione Bilancio, Melilli
Una minimanovra fiscale per rilanciare la filiera della birra made in Italy tra le più esposte a causa delle restrizioni a bar e ristoranti. È quanto ha proposto oggi Assobirra (l'associazione delle industrie birraie italiane) nel corso di un incontro istituzionale digitale avvenuto alla presenza del presidente della Commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli.
Il settore della birra made in Italy vale circa nove miliardi di euro al 2018: a tanto ammonta infatti il valore condiviso generato dalla birra in Italia e che esprime la ricchezza generata. Di questi, oltre 5,7 miliardi di euro sono da ricondursi al canale Ho.Re.Ca., una galassia di oltre un milione e duecentomila addetti e 340mila imprese che, prima dell'emergenza Covid-19, generava un fatturato complessivo di oltre 90 miliardi di euro ogni anno e che oggi è messa a dura prova dalla seconda ondata pandemica e dal recente DPCM del 24 ottobre scorso che ha sancito la chiusura tassativa di tutti i punti di ristoro d'Italia dalle ore 18.00.
Per fronteggiare questa difficile situazione Assobirra propone una riduzione delle accise da un lato, e un sostegno immediato al canale Ho.Re.Ca. dall'altro.
«Nel nostro Paese - ha spiegato il presidente di Assobirra, Michele Cason - la birra è l'unica bevanda da pasto a pagare le accise. Un'anomalia che incide in maniera significativa su tutta la filiera e che ora più che mai non può essere ignorata. Tanto più che colpisce tutti: produttori, distributori e consumatori. Inoltre, va detto che si tratta di una tassa regressiva che dunque ha un'incidenza maggiore sulle birre più popolari e un peso inferiore su quelle di fascia alta. Non solo. È tra le più alte d'Europa e penalizza le aziende che investono e producono in Italia».
In particolare per quanto riguarda il taglio delle accise Assobirra propone la riduzione dall'attuale soglia di 2,99 euro per ettolitro e per grado Plato che consentirebbe al comparto di rimanere competitivo assicurando una boccata d'ossigeno a tutta la filiera.
«La birra - ha aggiunto il presidente Cason - arriva da un decennio di crescita. Anni in cui ha messo a segno record su record su tutti i fronti: dalla produzione, sostenuta da un export sempre più consistente, al numero di consumatori. Il comparto ha generato una ricchezza tale da diventare uno dei settori strategici della nostra economia. Questo valore non può andare disperso e, anzi, va valorizzato affinché la filiera birraria possa essere uno dei pilastri strategici su cui costruire una roadmap chiara per affrontare la crisi attuale». «Siamo consapevoli - ha aggiunto il vicepresidente di Assobirra, Alfredo Pratolongo - di come i provvedimenti presi dal Governo siano necessari. Tuttavia è altrettanto importante sostenere il business dei singoli esercenti con azioni mirate. Seppure in questi giorni possa apparire prematuro, dobbiamo pensare a come aiutarli a ripartire. Supportare ad esempio la birra alla spina consentirebbe di agire in modo mirato aiutando chi è stato più colpito, ad esempio le oltre 125mila pizzerie in Italia, che quando potranno riprendere a lavorare a pieno regime avranno seri problemi di marginalità. Per questo inserire un credito di imposta per la birra alla spina è una delle possibili soluzioni pratiche e applicabili concretamente».
Un tema definito «rilevantissimo» dal presidente della Commissione Bilancio della Camera Fabio Melilli dal quale è venuta anche una sostanziale apertura alle proposte avanzate da Assobirra. «L'ingiustizia tra vino e birra mi pare comprensibilissima - ha aggiunto Melilli - non ci vuole una grande expertise. Andiamo a vedere se potrà essere affrontata nel quadro della riforma fiscale che, a mio avviso, dovrà avere temi più larghi dell'Irpef».
Melilli infine ha aperto anche a possibili misure di stimolo dei consumi della bevanda e a favore della filiera, per le quali ha chiesto ad Assobirra «un pacchetto di proposte con una valutazione di impatto economico e finanziario».
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