Ambiente
Fast food: carta protagonista degli imballaggi e l’87% è riciclato
S.Mar.
Fotografia Comieco-Ambiente Italia, su produzione e gestione rifiuti in sette ristoranti McDonald’s tra Milano, Baranzate, Parma, Perugia, Roma, Bari e Palermo
La ristorazione veloce cresce e, insieme ai consumi, evolve anche nella gestione dei
rifiuti. Oggi il comparto rappresenta circa l’11% della ristorazione commerciale in Italia e il 9% dei consumi fuori casa, secondo FIPE. In questo scenario, la carta – risorsa rinnovabile - si afferma come materiale chiave grazie alla sua riciclabilità e alla diffusione tra i prodotti di servizio: volumi significativi che possono essere recuperati, a patto di adottare comportamenti virtuosi, anche nella logistica della raccolta.
A fotografare lo stato dell’arte è uno studio promosso da Comieco e realizzato da Ambiente Italia, che ha analizzato produzione e gestione dei rifiuti in sette ristoranti McDonald’s tra Milano, Baranzate, Parma, Perugia, Roma, Bari e Palermo.
L’indagine, i cui risultati complessivi sono stati presentati a Roma con la partecipazione di Sabrina Alfonsi (Comune di Roma), Duccio Bianchi (Ambiente Italia), Elisa Carlino (McDonald’s), Amelio Cecchini (Comieco), Annalisa Corrado (Comm. ENVI Parlamento Europeo), Antonio D’Amato (Seda International Packaging Group), Roberto Di Molfetta (Comieco), Bruno Manzi (AMA Roma), Pierfrancesco Maran (Comm. ENVIParlamento Europeo), Massimiliano Salini (Comm. ENVI Parlamento Europeo) – ha analizzato il comportamento di circa 1.000 clienti osservando direttamente il conferimento e lo svuotamento dei vassoi neicontenitori per la raccolta differenziata e verificando l’effettiva destinazione dei materiali raccolti.
“I dati mostrano come il sistema messo in campo nei ristoranti consenta performance superiori rispetto allamedia italiana: l’84% dei rifiuti complessivi viene conferito nella raccolta differenziata, contro il 68% dellaraccolta urbana”, spiega Duccio Bianchi, Cofondatore di Ambiente Italia.
“Anche il tasso di riciclocomplessivo risulta più alto, attestandosi al 67% rispetto al 54% medio nazionale”.Un risultato raggiunto grazie a un modello organizzativo basato su più punti di raccolta all’interno dei locali,segnaletica chiara e separazione dei flussi tra carta, plastica e metalli, vetro, organico e indifferenziato. Glierrori dei clienti restano contenuti: solo un consumatore su dieci sbaglia il conferimento.
Elemento centrale che guida il buon riciclo è – come emerge dalla ricerca - il sempre maggiore utilizzo di materiali a base cellulosica. Secondo lo studio, oltre l’88% degli imballaggi e dei prodotti di servizio – tra tovaglioli, cannucce, tovagliette e contenitori – è realizzato in carta; di questi, quasi il 70% è monocellulosico mentre la restante parte è composta principalmente da carta con altri materiali, ma comunque altamente riciclabile.
Nonostante i risultati positivi, lo studio evidenzia alcune aree di miglioramento. Serve innanzitutto maggiore attenzione nella separazione dei rifiuti: oggi circa il 14% dei materiali conferiti nella raccolta della carta andrebbe in realtà destinato ad altre frazioni.
A questo si aggiunge una diffusione ancora non omogenea della raccolta differenziata sull’intero territorio nazionale, non sempre presente o correttamente applicata in tutti gli esercizi, mentre in molti comuni il servizio non è ancora adeguato, soprattutto per quanto riguarda la frequenza dei ritiri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA