Ambiente
Rinnovabili, addio al progetto Enel sull’uso del biodiesel per l’elettricità a Capraia
R.A.
La scelta dopo dodici anni di forniture di energia al 100% rinnovabile. Le associazioni chiedono di non abbandonare un’esperienza simbolo della transizione ecologica
In concomitanza con il decennale del progetto “Capraia Smart Island” che ha fatto dell’isola dell’arcipelago toscano un laboratorio di sviluppo sostenibile, Enel Distribuzione ha deciso di abbandonare il percorso green intrapreso sull’isola con l’uso del biodiesel per la produzione di elettricità, tornando all’utilizzo di combustibili fossili. Lo riportano l’associazione Chimica Verde Bionet, insieme agli altri partner dell’iniziativa come Kyoto Club, e Itabia, che esprimono la propria contrarietà «per la decisione di sostituire un biocombustibile rinnovabile di produzione europea, con gasolio fossile di incerta provenienza e con costi, economici e ambientali, certamente non sostenibili».
La questione, spiegano le associazioni, riguarda un intervento di “aggiornamento tecnologico” dell’impianto Enel, attualmente composto da quattro generatori per una potenza complessiva di 2 MW, che dal 2014 soddisfa l’intero fabbisogno energetico dell’isola utilizzando biodiesel, garantendo la fornitura di energia elettrica sia ai circa 450 residenti che alle oltre 2mila presenze turistiche estive.
Eppure il “modello Capraia”, sottolineano ancora le associazioni in una nota, è ormai riconosciuto a livello internazionale come esempio di bioeconomia circolare, replicabile non solo nelle isole minori, ma in tutti i contesti caratterizzati da isolamento geografico. L’impegno locale si sviluppa in molteplici ambiti: recupero dei terrazzamenti storici e rilancio dell’agricoltura biologica, gestione sostenibile delle risorse idriche (raccolta delle acque piovane e dissalazione), promozione dell’ecoturismo, efficientamento della mobilità, promozione dell’eco-porto e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche. Il modello Capraia si fonda inoltre su un principio essenziale: il coinvolgimento attivo della comunità locale e degli enti territoriali nel dibattito pubblico e nei processi decisionali.
Per questi motivi, Chimica Verde Bionet chiede all’Enel a riconsiderare la propria posizione anche alla luce degli obiettivi europei del pacchetto “Fit for 55” al 2030 e della neutralità climatica al 2050. L’associazione sottolinea inoltre «la necessità di non cedere a dinamiche congiunturali legate alle crisi geopolitiche che stanno riportando le fonti fossili al centro del dibattito energetico» e di portare avanti «la proposta di un mix di rinnovabili, micro-grid intelligenti e sistemi di accumulo». Un modello che nel caso di Capraia prevede per l’alimentazione dei gruppi elettrogeni, l’uso dell’Hvo (biocombustibile paraffinico di qualità elevata, prodotto da Eni a Porto Marghera e presto a Livorno) per accelerare una transizione pulita verso l’autonomia energetica dell’isola.
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