Quotidiano Agrisole – Il Sole 24 Ore

  • 25 Giu 2026
  • Nocciole, prezzi in picchiata per l’effetto rebound previsto sul raccolto turco

    L.F.
  • La sensazione prevalente è che i prezzi possano non avere ancora trovato un punto di caduta definitivo. Con questi presupposti, il mercato mondiale delle nocciole si approssima alla campagna 2026-27 con un mood di marca ribassista, in un contesto in cui la domanda perde l’abbrivio, l’export tira il freno e si profila tra agosto e settembre un raccolto turco decisamente più generoso.

    La lettura combinata di questi elementi contribuisce a definire un mercato che sta già prezzando un surplus d’offerta, anche se la storia recente insegna che tra le stime preliminari e il raccolto effettivo possono aprirsi ampie forbici. Tanto più in un contesto climatico in cui il caldo record di questi giorni conferma quanto il meteo possa ancora essere decisivo.

    Secondo Mintec-Expana, player specializzato nelle analisi market commodity, il prezzo delle nocciole turche Levant 11-13 Fob Turkey sono scesi dell’11% nelle quattro settimane chiuse alla data dell’11 giugno scorso, attestandosi a 910 dollari per 100 chili, il 17% in meno anno su anno. Prosegue dunque la correzione dal picco di ottobre 2025, quando il benchmark aveva toccato quota 1.790 dollari.

    Nel frattempo, i numeri, diffusi dalla Black Sea exporters Association, dicono anche che tra settembre dell’anno scorso e maggio 2026 la Turchia ha esportato il 42% in meno di nocciole rispetto allo stesso periodo della campagna precedente, anche per mancanza di prodotto dovuta alle gelate primaverili del 2025 e alla siccità dei mesi estivi.Un dato che alimenta il “bearish sentiment” proprio mentre le stime profetizzano un maxi recupero dei livelli produttivi nel Paese della mezzaluna, che in condizioni normali copre da solo fino a tre quarti dell’offerta globale di nocciole.

    L’International nut and dried fruit Council (Inc) stima in Turchia una produzione 2026-27 di oltre 800mila tonnellate, in crescita del 56% rispetto alle 518mila della scorsa stagione, volume a cui si aggiungono scorte iniziali per 150mila tonnellate. Clima permettendo, se le stime dovessero attestarsi nell’intorno del dato effettivo di produzione, in assenza di una ripartenza vigorosa degli acquisti si prefigurano ulteriori correzioni di prezzo.

    La commodity resta quindi compressa, almeno nel breve, da fondamentali poco favorevoli, con l’unico possibile contrappeso di un eventuale aumento del prezzo “politico” di intervento da parte dell’ente governativo turco Tmo, anche in considerazione delle prossime scadenze elettorali.Da rilevare, infine, che la crisi produttiva del 2025 ha spinto Ferrero, che concentra circa un quarto degli impieghi industriali di nocciole a livello mondiale, ad accelerare la strategia di diversificazione degli approvvigionamenti.

    Il gruppo di Alba, oltre ad aver attinto alle proprie scorte strategiche, ha aumentato l’attenzione verso origini alternative, come Cile e Stati Uniti, riducendo nei limiti del possibile la dipendenza dal gigante del Bosforo.

    In Italia cresce intanto l’apprensione sui prossimi raccolti di nocciole per la morsa del caldo, con Lazio e Campania che erano comunque partiti meglio del Piemonte, colpito a marzo da gelate tardive.

    L’ultima stagione si era chiusa (base Inc) con una produzione nazionale molto al di sotto del potenziale (-50%), in calo del 25% su base annua, in una campagna pregiudicata nei risultati da forti discontinuità climatiche e da fenomeni di cascola diffusi, dovuti alle alte temperature e alle prolungate ondate di calore.