- 26 Apr 2019
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Per Urbani Tartufi fatturato a 59 milioni e nuove filiali in Francia, Dubai e Hong Kong
Silvia Marzialetti -
L'acquisizione di una importante realtà internazionale che opera nello specialty food e l'apertura di nuove filiali in Francia, Dubai, Hong Kong. All'orizzonte la Borsa, «anche se non c'è ancora un programma oggettivo». E' un momento d'oro per Urbani Tartufi, azienda di Scheggino - Perugia - leader mondiale nella produzione del pregiato fungo ipogeo.Il Sole 24 Ore-Radiocor ne ha parlato con Giammarco Urbani, 44 anni, che con il resto della famiglia guida l'azienda, curando in particolare la direzione commerciale Italia, gli Usa e i nuovi mercati emergenti. Nelle loro mani il 67% del mercato globale.
Per l'azienda umbra - 300 dipendenti, sei filiali negli Stati Uniti e 15 filiali nel mondo - il 2018 si è chiuso con un fatturato - in crescita - di 59,5 milioni di euro (era di 57,9 milioni nel 2017 e di 51,9 nel 2015) e 200 tonnellate di materia prima lavorata, i due terzi di quella complessiva europea. L'export rappresenta l'80% del fatturato, coperto per il 48% da Italia e Usa. Il restante 52% è coperto dall'Europa - per il 30% - e da Asia e Medio Oriente per il 22%. In questa area del mondo, in particolare, il mercato cresce a due cifre, grazie soprattutto ai derivati al tartufo come "la linea sushi", che ha debuttato da poco nella grande distribuzione, insieme con la soia alle scaglie di tartufo e wasabi. Per la linea sushi è in corso anche una sperimentazione in Italia con Carrefour.
A oggi il segmento derivati - 60% del fatturato - rappresenta il vero core business per l'azienda umbra, che le ha consentito di superare con il segno positivo la forte crisi che lo scorso anno ha investito il settore, quando le quotazioni del pregiato fungo ipogeo hanno toccato quotazioni stellari a causa della siccità. La carenza di materia prima ha spinto Urbani a lanciare un progetto per potenziare la filiera attraverso la messa a punto di un sistema per la gestione delle piante, fino alla produzione. L'interesse da parte della clientela nazionale e non, è alta.«In Umbria - racconta Francesco Loreti Urbani, esponente della sesta generazione della famiglia - stiamo realizzando 400 ettari di tartufaia, pronti entro la fine del 2019». Manifestazioni di interesse arrivano anche dalle limitrofe Abruzzo, Marche e Umbria. Sul fronte estero, l'azienda prevede di chiudere entro il 2020 un contratto per un megaimpianto da 50 ettari nella Pampa argentina. L'interesse per l'azienda cresce: «In molti tra fondi e istituti ci cercano per invitarci a riflettere sull'opportunità di una quotazione in Borsa», dice Giammarco Urbani. «La cosa mi incuriosisce», prosegue. «E'nel nostro orizzonte - conclude - anche se non c'è ancora un programma oggettivo».
